venerdì 20 maggio 2016

AGNODICE E LE ALTRE


Agnodice, nell’Atene del IV secolo si travestì da uomo ed andò ad Alessandria per studiare ostetricia con Erofilo, il noto medico e anatomista.
Ritornata ad Atene, esercitò brillantemente la professione, sempre vestita da uomo.
Palesò la sua vera identità solo al cospetto della donna da curare.
I medici ateniesi si ingelosirono a tal punto del successo del ‘nuovo collega’ da accusarlo di «corrompere le mogli»:

Tra le donne che scrissero di ginecologia, ma anche di dermatologia e cosmesi, considerate branche della stessa disciplina, la più importante fu sicuramente Cleopatra, vissuta a Roma nel II sec. d.C. Il suo trattato, il De Geneticis, fu ampiamente utilizzato almeno fino al VI sec. d.C., quando si confuse con l’opera di un certo Muscius. Fu poi più volte ricopiato ed attribuito ad altri autori, ovviamente tutti uomini. Stessa sorte toccò all’opera della contemporanea Aspasia, specializzata in ostetricia, ginecologia e chirurgia.
Nell’Iliade incontriamo Agamede, figlia del re dell’Elide, che assiste i feriti sul campo di battaglia nella piana di Troia e non è un’infermiera improvvisata, ma un vero e proprio medico
 «che conosceva tutti i rimedi, quanti la terra vasta produce»
(Il. XI,740- 741

Peri tòn giunaikéion pathòn (“Delle malattie delle donne”),  di  Metrodora, della quale non sappiamo altro che il nome, e il fatto che sia forse vissuta a Costantinopoli nel VI secolo. un’opera di medicina a tuttotondo: ci troviamo infatti di fronte ad una donna che conosce bene i maestri di medicina, sia quelli antichi come Galeno e Andromaco, sia quelli a lei contemporanei come un tale Nichepso l’Egiziano.
i 108 capitoli del suo trattato hanno un approccio che noi definiremmo “empirico.



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