Agnodice,
nell’Atene del IV secolo si travestì da uomo ed andò ad Alessandria per
studiare ostetricia con Erofilo, il noto medico e anatomista.
Ritornata ad Atene,
esercitò brillantemente la professione, sempre vestita da uomo.
Palesò la sua vera identità solo al cospetto
della donna da curare.
I medici ateniesi si ingelosirono a tal punto del
successo del ‘nuovo collega’ da accusarlo di «corrompere le mogli»:
Tra le
donne che scrissero di ginecologia, ma anche di dermatologia e cosmesi,
considerate branche della stessa disciplina, la più importante fu sicuramente
Cleopatra, vissuta a Roma nel II sec. d.C. Il suo trattato, il De Geneticis, fu
ampiamente utilizzato almeno fino al VI sec.
d.C., quando si confuse con l’opera di un certo Muscius. Fu
poi più volte ricopiato ed attribuito ad altri autori, ovviamente tutti uomini.
Stessa sorte toccò all’opera della contemporanea Aspasia,
specializzata in ostetricia, ginecologia e chirurgia.
Nell’Iliade incontriamo Agamede,
figlia del re dell’Elide, che assiste i feriti sul campo di battaglia nella
piana di Troia e non è un’infermiera improvvisata, ma un vero e proprio medico
«che conosceva tutti i rimedi, quanti la terra
vasta produce»
(Il. XI,740- 741
Peri tòn giunaikéion pathòn (“Delle malattie delle
donne”), di Metrodora,
della quale non sappiamo altro che il nome, e il fatto che sia forse vissuta a
Costantinopoli nel VI secolo. un’opera di medicina a tuttotondo: ci troviamo
infatti di fronte ad una donna che conosce bene i maestri di medicina, sia
quelli antichi come Galeno e Andromaco, sia quelli a lei contemporanei come un tale Nichepso
l’Egiziano.
i 108 capitoli del suo trattato hanno un approccio che noi definiremmo “empirico.
i 108 capitoli del suo trattato hanno un approccio che noi definiremmo “empirico.


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