venerdì 20 maggio 2016

MISTICA DELLA SCRITTURA

(Da un mio post su Letteratitudine )




Scrivere ha molto a che fare con la condivisione. Una storia nasce dall'osservazione e dall'immedesimazione con l'altro. Si scrive sempre in uno stato di convivenza spirituale o psichica con altri esseri. Altre vite possibili, o gli stessi antenati che ci sostengono con la Storia.
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La solitudine fisica a volte é necessaria, ma non sempre; poiché l'atto di stesura cartacea é solo la sintesi finale di lungo e infinito processo di partecipazione mistica con la realtà visibile e invisibile che ci circonda.
La voce dell'io narrante non é mai una voce solitaria, parla a nome di quelli che non hanno voce. Per questo ci piace leggere perché altri raccontano per noi, quello che ci é proibito raccontare, per pudore, paura,analfabetizzazione coatta.
Esiste un museo dei diari, dove é esposta sotto una teca di vetro la storia di Clelia, contadina semianalfabeta padana. Clelia ha narrato la sua vita su un lenzuolo, quello del corredo nuziale. Ha scritto tutto, con la lucidità di Diotima e la profondità lieve di chi maneggia la terra.
"E giusto che certe cose si sappiano" scrive Clelia. Questo dover "far sapere" é il primo impegno civile e politico di chi fa scrittura.
Poi i percorsi fortuiti della pubblicazione sono impossibili da conoscere.
Giancarlo De Cataldo in un'intervista rilasciatami per Leggere Tutti, ha detto che diversi fattori concorrono a fare la fortuna d una scrittore, conosciamo quali, ma ci sfugge il perché e il come.
Credo che l'energia vitale che si trasferisce nel libro o nell'opera d'arte apra la strada ai sentieri della condivisione.
Se Gao Xinjian é arrivato al Nobel é sicuramente perché ha incontrato molti destini sulla sua strada .

Postato Monday, 1 October 2007 alle 12:28 am da francescasca serra

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